..

Sky 189 e smirk

 

Webdoc

Intervista extra ai writer SKY 189 e SMIRK, tratta dal documentario "La tua casa è la mia città" di Andrea Pellerani.

Dais Essere writer in ticino

 

Qual è il significato del fare graffiti nella Svizzera Italiana? Ce lo spiega DAIS noto esponente della cultura underground luganese.

Intervista a cura di Gaia Regazzoni Jäggli.

Testo tratto dal libro graffiTI (Salvioni Edizioni, 2012) e qui pubblicato in versione integrale.

 

 

 

Cosa sono per te i graffiti?

DAIS: Diciamo che è un modo per staccare dalla realtà di tutti i giorni e per stimolare la creatività, spesso dimenticata nel quotidiano lavorativo. L’insieme del mondo dei graffiti è caratterizzato da una precisa filosofia di vita: la ricerca del proprio miglioramento, l’essere all’avanguardia rispetto alla scena e la diffusione del proprio stile in più posti possibili, nazionali e internazionali. È pura disciplina.

 

Dove e come ha inizio il tuo percorso?

DAIS: Ho cominciato, grazie all’influenza di mio fratello maggiore, in una zona periferica di Lugano per poi espandermi man mano in tutto il Luganese e oltre. Parallelamente mi sono avvicinato alla cultura hip hop, ho iniziato a muovere i primi passi di danza come bboy, a seguire moltissimi gruppi musicali e aderire alle prime crew.

 

In che anni ci troviamo e qual è il tuo ambiente di provenienza?

DAIS: Sono gli anni 1996-97 nel tranquillo ambiente luganese, dunque niente bande di strada o ghetti.

 

Qual è il significato delle tue tag?

DAIS: Non significa niente. È una combinazione di lettere interessanti che suonano bene e s’incastrano assieme. Gioco con le lettere del mio nome cercando di assemblarle in maniera sempre più innovativa e la logica, se c'è, è inconscia. È una questione di estetica.

 

La tua formazione professionale?

DAIS: Mi sono laureato al Politecnico federale di Zurigo.

 

Quale ruolo ha avuto il writing nella tua formazione?

DAIS: Forse mi ha aiuto a credere più in me stesso e a lavorare in maniera precisa e sistematica. Si potrebbe confrontare l’organizzazione di un’azione (allestimento della bozza, ricerca dello spot, analisi degli eventuali pericoli e l’esecuzione del disegno) alla preparazione di un esame.

 

Quanto tempo s’impiega a realizzare un graffito?

DAIS: Dipende dalle circostanze. Un bombing può durare alcuni minuti, oppure se l’ambiente è più tranquillo si può arrivare a un’ora o più.

 

Quali strumenti di lavoro utilizzi?

DAIS: Bombolette spray, rullo e markers.

 

Cosa significa dipingere con la bomboletta?

DAIS: Bisogna tener conto di vari aspetti. Il tipo di tappino, che sia skinny, soft o fat, ha una sua importanza ma non è l’unica. La traccia è governata da velocità d’esecuzione, distanza dal muro, pressione del dito o della bomboletta stessa e inclinazione del tappino. Quando si dipingono illegalmente grandi superfici si usa quasi solo il fat cap, che può essere controllato con la distanza, la pressione e la velocità della traccia. Poi se si ha tempo si possono sempre usare dei soft o skinny. Oggi ci sono dei fat cap che possono toccare il diametro di uno skinny se vengono usati con una buona tecnica.

 

Hai aderito a delle crew ?

DAIS: Le primissime crew alle quali ho aderito e che hanno stimolato la mia crescita tecnico-stilistica sono state la SPS e poi la TPS. Dopo alcuni anni sono entrato a far parte della NF (una storica crew milanese fondata nel ’95 e composta principalmente da breakers). Con altri due amici di Lugano ho fondato la MPC ma la collaborazione è finita per vari motivi. L’ultima crew alla quale ho aderito è l’AC che è ancora presente con la NF: dopo più di dieci anni con la crew milanese e tre con quella luganese, penso che rimarrò loro fedele.

Quali sono le tue fonti d’ispirazione?

DAIS: All’inizio m’ispiravo al Wild Style molto in voga fra i writer tedeschi e svizzero-tedeschi. Oggi seguo l’ispirazione del momento combinando lo stile dinamico con il 3D perché sono fra quelli che preferisco. A volte prendo spunto dai membri della mia crew, che reputo artisti molto validi e ogni tanto guardo semplicemente ai colori e alle forme della natura.

 

Ci sono artisti che hanno stimolato la tua ricerca?

DAIS: Mi sono sempre piaciuti i pezzi della TWS crew di Basilea, di Dare, Sweat, Dreams, Smash, Daim e del genovese Blef della PDB.

 

Hai mai avuto problemi con la legge?

DAIS: Una volta ho dovuto ripulire un muro in centro a Lugano. Per fortuna e finita lì.

          

Sei tornato a fare graffiti o questo ha segnato un nuovo inizio?

DAIS: Ho continuato fino a diminuire gradualmente le azioni dopo alcuni anni.

 

Ti esprimi anche fuori dalla Svizzera italiana?

DAIS: Ho dipinto alcune volte a Zurigo e a Milano, altrimenti sono sempre rimasto in Ticino.

                       

Quale ruolo ha la documentazione fotografica di un pezzo?

DAIS: La foto è importantissima e ti lascia un ricordo anche quando ti “buffano” (cancellano) un pezzo.

 

È importante condividere il tuo lavoro con gli altri writer?

DAIS: Molto. Confrontarsi e condividere con i tuoi coetanei dà tanta energia e voglia di continuare a fare sempre più e meglio.

 

In base a quale logica scegli lo spazio da graffitare?

DAIS: Se un posto mi trasmette una bella sensazione allora è quello giusto. È una combinazione di vari fattori: emozione, fattibilità, fruibilità, struttura e materiale del luogo da dipingere.

 

Quali sono i luoghi che preferisci dipingere?

DAIS: I cavalcavia o i ripari fonici in autostrada perché li vedo io ma anche tante altre persone. Mi sono sempre detto che se uno straniero attraversa il Ticino deve vedere che anche qui c’è gente capace. Altri posti che m’ispirano si trovano lungo la linea ferroviaria perché sono tranquilli e si può dare libero sfogo alla creatività. Dipingere un treno dà emozioni ancora più forti perché sai che il tuo graffito viaggerà lontano.

 

Il tuo pensiero sul writing?

DAIS: Dà forti emozioni: rivedere un dipinto colorato fatto di notte è bellissimo.

 

E sulla street art?

DAIS: Niente contro, anzi mi piace molto, ma io sono profondamente legato al movimento hip hop. Prediligo le discipline legate a questa cultura e i “classici graffiti”. 

 

Consideri i tuoi graffiti espressioni artistiche?

DAIS: Per me sono 100% artcore.

 

Cosa significa?

DAIS: Che sono dei lavori artistici puramente diretti ed espressivi, è arte hardcore (artcore).

 

Qual è la differenza tra un graffito e un’opera d'arte?

DAIS: Secondo me, se un graffito è curato, ricercato e in più manda un messaggio, non c'è nessuna differenza.

 

 

©Gaia Regazzoni Jäggli / Salvioni Edizioni 2012.